Vediamo insieme perché alcuni bambini tardano o non riescono a produrre il suono R (erre) e cosa fare per aiutarli

Uno dei motivi più comuni per cui i genitori si rivolgono al logopedista è la difficoltà del bambino a produrre il suono R.

La maggior parte delle volte, in realtà, dalla valutazione del linguaggio emergono difficoltà anche in altri suoni, non prodotti o sostituiti; ma alcune volte è veramente la R l’unico suono a mancare nel repertorio del bambino.

Questo suono, o fonema, è tra gli ultimi ad essere appreso dai bambini anche in uno sviluppo fisiologico del linguaggio, poiché è uno dei più complessi a livello articolatorio.

Per produrre la R, la lingua deve assumere una corretta postura “alta” (l’apice deve essere sollevato a contatto con il palato immediatamente dietro gli incisivi superiori) e deve poter vibrare nella sua porzione anteriore. Entrambi questi aspetti, apparentemente semplici, richiedono una coordinazione tra i muscoli coinvolti (della lingua in primis, ma non solo) e una precisione di velocità e forza davvero minuziose.

Inoltre la caratteristica distintiva della R è la vibrazione, che si realizza all’interno della bocca; a differenza di quello che avviene per la maggior parte dei suoni, quindi, i bambini non hanno modo di vedere come si realizza, possono solo sentirla e basare il loro apprendimento sulla percezione uditiva.

Senza addentrarci nel tecnicismo, possiamo dire che la R è un fonema che richiede talmente tanta precisione e “finezza” percettiva e articolatoria, da comparire nella fase finale dello sviluppo dei suoni del linguaggio, cioè tra i 3 ed i 4 anni.

Intorno ai 4 anni, più dell’80% dei bambini è in grado di produrla correttamente all’interno delle parole.

Perché alcuni bambini non la producono o la sostituiscono?

Proprio perché la R richiede tanta precisione, i motivi per cui un bambino non la produce possono essere diversi:

  • Una lingua poco tonica, o al contrario troppo contratta
  • Una scorretta coordinazione pneumo-fonica (respirazione e fonazione)
  • Caratteristiche anatomiche della bocca, in particolare del palato
  • Problematiche ortodontiche
  • Frenulo linguale corto o alterato
  • Presenza di adenoidi ipertrofiche o di altre condizioni patologiche ORL
  • Difficoltà percettive e discriminative a livello uditivo
  • Squilibri nella tonicità e nella forza della muscolatura oro-buccale
  • Difficoltà motorio-prassiche

Alcuni bambini sostituiscono la R con la L (“calamella” al posto di “caramella”), un suono che ha la stessa postura linguale ma non ha la vibrazione. Altri possono sviluppare una vibrazione posteriore più “di gola”. Altri ancora possono omettere direttamente il suono (“caamella” al posto di “caramella”).

Cosa fare per aiutarli

Ci sono alcune semplici stimolazioni che possono essere proposte a casa per aiutare il bambino a produrre la R:

  • Facciamo il solletico alla lingua
    Posizionare la testina rotante di uno spazzolino elettrico sotto la punta della lingua del bimbo, e attivarla per fargli percepire fisicamente (e non solo uditivamente) la vibrazione
  • Fare pernacchie, pernacchie… e ancora pernacchie!
  • TLA-TLA-TLA
    Fare a gara a chi ripete più velocemente in successione la sillaba TLA (tla, tla, tla, tla,…) o TLE: la velocità di ripetizione stimola la vibrazione a livello della punta della lingua.
    Le R è facilitata ad uscire quando si appoggia ad una consonante esplosiva che la precede (TR, PR, DR, BR); per questo può accadere che un bambino sappia dire bene parole come treno, drin, braccio, e continui ancora per un po’ a dire lana (rana), palco (parco), ecc…

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    Una variante di questo gioco più adatta ai piccolini prevede l’uso di personaggi che si muovono con la carica: si può fare una gara tra 2 personaggi, e una volta partiti dovremo continuare a dire TLA-TLA-TLA finché non arrivano al traguardo (o finché non finisce la carica e si fermano).

Questi semplici giochi possono aiutare un bambino a produrre la R, laddove non sussistano le difficoltà elencate precedentemente.
Possono stimolarlo nell’attesa di una valutazione logopedica o per provare a vedere se spontaneamente il suono riesce ad uscire dopo qualche giorno di tentativi.
Ma se, nonostante questo, il bambino continua a non produrla, occorre rivolgersi al logopedista.

Nella maggior parte dei casi, impostare la R richiede un lavoro riabilitativo molto specifico e tecnico

che può prevedere anche la rieducazione delle abilità di respirazione, masticazione e deglutizione, oltre che articolatorie.

Le variabili per le quali un bambino può non produrre questo suono sono davvero molte, e non esiste l’esercizio-ricetta, quello che va bene per tutti e che sicuramente avrà un effetto positivo.

Il logopedista, dopo una prima valutazione, saprà spiegarti il perché manca questo suono e quali esercizi fare a casa per rinforzare il lavoro che viene svolto in terapia, in modo specifico e mirato.

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